Questa è una di quelle sere in cui mi andrebbe di iniziare a fumare.
Forse per noia, forse per curiosità, forse perché fa molto scena da film:
La protagonista scrive qualcosa nel suo portatile.
Tenuta casalinga, capelli raccolti, viso struccato.
Come sottofondo un bel cd lento.
Ogni tanto si ferma, riflette, rilegge quello che ha scritto.
Prende la sigaretta che brucia lentamente sul posacenere, la poggia sulle labbra ed aspira.
E sembra quasi che la nicotina le regali l’ispirazione, poiché ripone la sigaretta li dove l’aveva presa e comincia nuovamente a scrivere.
Ultimamente sono sempre meno ispirata e sempre più propensa alle distrazioni, ma dubito fortemente che la soluzione risieda in un pacchetto di marlboro.
Sarebbe più fruttuoso perdere la testa per qualcuno o soffrire per qualcosa.
L’amore e il dolore sono due condizioni fondamentali per l’introspezione e la creazione.
Leopardi insegna.
Anche questo blog sembra risentire di una mancanza di stimoli.
(ma questo solo per quanto riguarda me. E., di stimoli ne è piena. Solo che volutamente li censura…)
Sta diventando sempre di più una raccolta di aforismi. Concetti sparsi. Idee. Citazioni.
Pochi, pochissimi sviluppi.
Credo che il problema risieda anche nel fatto che ho sempre e solo scritto per me stessa. Non pensavo fosse così difficile avere un “pubblico”.
Rifletto troppo prima di scrivere. Rileggo sempre prima di pubblicare. E ovviamente perdo naturalezza e spontaneità.
L’insicurezza non nasce dal timore di un giudizio. Assomiglia di più al senso di pudore e di vergogna che si può provare nello spogliarsi davanti ad una platea di persone.
Ogni parola che concedo è un lembo di pelle che scopro.
E’ come se fossi nuda, su un palco. E avessi un riflettore puntato contro.
Difficile non cercare la protezione delle mani. Il conforto del buio.
S.