Metti che passi un intero fine settimana a casa, annaspando tra i caratteri New Times Roman 12 della tua merdosissima tesi.
Metti che la domenica casa tua viene infestata da parenti che credevi morti e invece son risorti. E sono talmente paghi della loro poco gradita invasione che nemmeno i GhostBusters sarebbero in grado di cacciarli.
Metti che a quel punto decidi di uscire tu. Di provare l'ebrezza di respirare aria che non sia della tua stanza. E magari di farti quattro chiacchere vis a vis. Che di veder i tuoi amici solo grazie alle foto di msn ti sei rotta le palle.
Così dai appuntamento ad un amico per le 16.45, al parco del Castello Sforzesco. E decidi di portarti i libri, che durante il tragitto in metro possono tornar utili.
Metti che il tuo amico è un pò ritardo, così ti siedi su una panchina. E studi. E aspetti. E aspetti. E studi.
Ad un tratto ti si avvicinano quattro ragazzi. Splendidi. Bellissimi. E mentre educati ti chiedono se possono condividere la panchina con te, tu pensi che sì, deve essere la tua giornata fortunata.
Così ti metti ad origliare interessata le loro chiacchere su musica, progammi radiofonici e quant'altro. E tu pensi che oltre ad essere belli brillanti simpatici luminosi ed interessanti, sono pure colti.
Ma non ti cagano di striscio. Nessuno dei quattro. E componendo lentamente i pezzi del puzzle, realizzi che sono adorabilmente Gay.
E questo te li fa apparire sotto una luce ancor più positiva. Perchè tu l'hai sempre sostenuto che l'uomo perfetto è Gay.
Certo. Questo ti fa clamorosamente crollare l'illusione di un'improvvisata gang bang. Ma tant'è...
E intanto sono le 18.00, e del tuo amico nemmeno l'ombra. E i quattro ragazzi decidono di farti studiare tranquillamente e si posizionano, con tuo sommo rammarico, in una panchina poco distante.
E tu continui a studiare. E aspettare.
Così, mentre tu sei con la testa china sui libri, degli orrendi porci pervertiti puzzolenti si susseguono sulla tua panchina,manco fosse la poltrona di un cinema hard di serie b, c, chennesò.
Ma ad assisterti ci sono gli sguardi protettivi e curiosi dei Fab Four. Loro ti salutano e ti prendono in giro da lontano, mentre tu sei sottoposta a monotematiche domande a raffica ("sciao bela,cosafai, studicosa,abitidove,sei carina bela,telamaidetonesunocheseibelisimaquandoguardistorto?"). Te inizi a perder la pazienza, ma non ti vien da preoccuparti, perchè poco distante ci sono loro, che tacitamente sembrano dirti "se hai bisogno ci siamo noi".
E in effetti vengon anche in tuo soccorso: uno di loro ti si siede accanto e aspetta con te l'arrivo dell'amico. Sempre più in ritardo.
Così smetti di aspettare e cambi panchina. Ti trasferisci da loro. E ti dispiace aver aspettato tanto a farlo. Perchè sono proprio affabili, simpatici, adorabili. E fottutamente belli.
TI sei già innamorata di loro,di tutti e quattro indistintamente, di un amore platonico e unilaterale. Destino infame.
Infine, alle 18.45, il tuo amico giunge. E anche se vorresti, non te la senti proprio di cazziarlo. Perchè nell'attesa ti sei divertita un sacco.
(Anche dopo... Anche dopo...)
S.