martedì, 31 ottobre 2006

Dolcetto o scherzetto?

Trascorro il pomeriggio tra un'agenzia di lavoro interinale e l'altra. Oramai mi è venuto il sorriso di plastica, a furia di abbozzare all'ennesimo: "aaaah.. vedo che ha un tirocinio che parte da marzo... Le faremo sapere...".


E intanto spunto la lista dei posti che sarebbero ben felici di accogliere una giovane e fresca neolaureata e spremerla aggratisse, da sei mesi ad un anno. E dalla lunga lista mi rendo conto di quanto Milano sia zeppa di giovani delinquenti e tossicodipendenti da riabilitare. Peccato che il volontariato non rientri troppo nelle mie corde.


Mi soffermo su un centro di malati di Alzheimer. Ma mi sovviene che di Barney ne ho avuto abbastanza.


Cinica che non sono altra. Deve essere la disoccupazione a ridurre così.


Decido quindi di dirottare la mia giornata verso la biblioteca, che ha amorevolmente accolto le mie membra per le ultime otto primavere.


Conosco a memoria la disposizione e classificazione dei libri che custodisce. Mi dirigo quindi senza dubbi nella sezione di economia, ripudiata e bistrattata dall'esame di maturità in poi. Indugio sui titoli di economia internazionale. Chissà che un bel malloppo nozionistico possa aiutarmi a sopperire almeno parzialmente le mie troppe lacune culturali.


Ma la mia frivolezza ha il sopravvento: mi preferisco sciocca, piuttosto che depressa.


Cambio settore. Letteratura. Il mio grande amore.


Mi cade l'occhio sul Piccolo Principe. Mai letto in vita mia. Forse è troppo tardi mi dico, avrei dovuto leggerlo da bimba.


Ma quando ero piccola preferivo misurarmi con letture da grandi. Non ci capivo un gran chè. Ma mi faceva sentire più intelligente. Odiosa supponente ambiziosa bambina che non ero altro.




Promettevo molto, molto più di ora. A nove anni, in piena Crisi del Golfo, ho scritto una poesia incantevole sulla guerra. Mai più partorito nulla del genere. L'han letta in pochi e in pochi han creduto fosse mia. E fosse datata 1990.


Guardo il Piccolo Principe. Decido che è finalmente giunto il momento di leggerlo. Lo userò come test per il mio cinismo e la mia acidità.


Chissà mai riesca nel miracolo di addolcirmi...


S.




...si è sparso profumo alle ore 20:03 | commenti (10)
domenica, 29 ottobre 2006
Ore 4.30 di mattina. Addento con la Gradisca uno stopposissimo panino (talmente vecchio che ho il timore possa avere dei pronipoti) e mentalmente faccio la conta dei caduti per la mia festa di laurea.

Devono essere morti in tanti,nel giro di una notte, visto che a presentarsi sono stati circa un quarto degli invitati.

Roba da marcirsi il fegato, se non fosse che è già stato adorabilmente spappolato causa alcool.

Ma poi penso che tra tutti gli assenti, nessuno mi è davvero mancato.

Che mi sono accorta del loro “bidone” solo a fine serata, quando ho realizzato che il mio portafogli era meno vuoto del previsto.

E che se fosse mancato anche uno solo tra quelli presenti, allora sì che mi sarei sentita triste.

Perché di amici ne ho tanti. Ma solo pochi, tra loro, meritano il certificato di qualità. E le persone migliori, quelle marchiate Doc, erano tutte con me.

Quindi niente.

Questo post è solo un “tiè” per chi doveva esserci e non c’è stato.

Perché a perdervi una serata incantevole siete stati voi.

E, come direbbe il mio adorato Tedoforo, ” Semo tutti noi…”

S.

...si è sparso profumo alle ore 02:08 | commenti (7)
martedì, 24 ottobre 2006

Ore 13 e 25. Prendo al volo l'Intercity plus che arriva in Centrale. Per forza, non posso ritardare e i regionali hanno tutti 25 minuti di ritardo (la differenza? vabbè). Litigo con il capo treno che arriva arrogante sostenendo che io non possa viaggiare su quel treno con il mio abbonamento ma per fortuna sono un'ottima oratrice (shhhhht!) e lo zittisco. Arrivo in Centrale alle 14 e 10 (e meno male che l'intercity non fa fermate intermedie). Schizzo verso la Bicocca, mangio un trancio di pizza mentre vado verso i miei vecchi edifici e faccio tappa in bagno per truccarmi. Ore 14 e 50. Mi avvio verso l'edificio U6 mezza stordita e con una buona boccata di tabacco nei polmoni...ed eccola. Mi appare al di là delle vetrate trasparenti con tesi e cd delle slide in mano. Getto la sigaretta e le vado incontro. E' a dir poco raggiante, splendida nel suo tailleur nero che le calza a pennello e per niente agitata (o cmq il timore interno non traspare). E' già circondata da alcuni tra i suoi amici stretti (complimenti eh!) e io faccio giusto in tempo a stringerla un pò prima di essere sommersa da Calabria/Sicilia con furore! arrivati i parenti resto fuori continuando a fumare in attesa dei soliti ritardatari (LesaMaestà, Quix e Pavel). Finalmente si sale. 4° piano sala lauree, un forno crematorio aveva sicuramente una temperatura più sopportabile...foto di rito, cazzeggi vari e si entra. Ore 15 e 50...si siede davanti alla commissione sicura di sè, elegante nella postura e per niente titubante. Inizia la discussione. La tesi, se non l'aveste capito o saputo verte sulla pubblicità e le emozioni legate ad essa o cmq il ruolo di queste nel colpire il fruitore (sono stata brava S.?!)...sono agitata, non so quanto abbia parlato ma so che per me è stato infinito, le slide mi scorrevano davanti, lei tono sicuro e perfetta sincronia con il cambiare delle immagini. Silenzio assoluto nell'aula. E ora le domande signorina...una roccia, anzi come direbbe quix una fortezza. Non si lascia intimidire dal Presidente testa di cazzo e risponde precisa, senza dilungarsi troppo e raggiungendo il fulcro del discorso. Ore...non lo so più! E' FINITA! LA DICHIARIAMO DOTTORESSA IN PSICOLOGIA (o così hanno detto più o meno). E ora si festeggia; pianti, foto, fragolino e vino bianco. E poi aperitivo...ma a questo punto i miei ricordi si fanno confusi!     


Ma il punto della questione è: ce l'hai fatta S. e per mia fortuna ed onore io ho assistito anche a questo. E sono molto orgogliosa di te per svariati motivi. Ma questo è un post pubblico dunque non mi dilungo in questo. La foto è d'obbligo in questo caso...ci sveliamo un pò... E.

...si è sparso profumo alle ore 22:29 | commenti (12)
giovedì, 19 ottobre 2006

"Secondo me la donna e l'uomo sono destinati a rimanere assolutamente differenti e, contrariamente a molti, io credo che sia necessario mantenerle, se non addirittura esaltarle, queste differenze. Perchè è proprio da questo scontro incontro tra un uomo e una donna che si muove l'universo intero. All'universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni, l'universo sa soltanto che senza due corpi differenti e due pensieri differenti, non c'è futuro."


Il grande Giorgio Gaber.

...si è sparso profumo alle ore 22:51 | commenti (5)
martedì, 17 ottobre 2006

Ieri sera, Msn


Io: Cercavo giusto te. Non è che mi insulteresti un pò?

Lui: Sono al telefono ora, non posso.

Io: Uff. E' proprio vero che è nel momento del bisogno che i nemici ti voltano le spalle...

Lui: Si può sapere che hai fatto?

Io: Ho appena combinato una stronzata. E mi prenderei a sberle da sola. Ma se lo fai tu mi sento meno dissociata.

Lui: Dammi due secondi.

Io: Dimmi che sono un idiota. Senz’apostrofo.

Lui: Idiota. Ma l’apostrofo ci vuole. Sei femmina.

Io: Sì. Lo so. Ma un idiota femmina senza apostrofo è senz’altro più idiota di un’idiota femmina con l’apostrofo.

Lui: Un secondo, cell.

Io: No, basta . Mi hai stufato. Mi insulto da sola ora.




Me: Lo sai che sei proprio una povera deficiente?

Io: Senti chi parla ..

Me: E' inutile che fai l'altezzosa, che fingi di tenermi testa. Hai fatto una stronzata colossale stasera! I miei complimenti.

Io: E allora? L'ho fatta io, mica tu. E poi mi sentivo di farla.

Me: Sì. Esattamente. Te la sentivi stasera. Domani mattina ti flagellerai.

Io: Veramente sto già facendo le prove di harachiri.

Me: Vedi? Sei soddisfatta di te stessa ora? Sei sempre buona a dispensare consigli agli altri, tu. Ma quando di tratta delle tue magagne non sai da che parte girarti. Vero?

Io: Senti… e se mi fossi rotta le palle di fare sempre la cosa giusta? Ogni tanto una sana stronzata me la merito, non pensi?

Me: Che diavolo di discorsi stai facendo? Ti ascolti? Buttati in un fiume con dei sassolini in tasca, allora. Come la Woolf. Tanto che sarà mai una stronzata di tanto in tanto?

Io: Sai che c'è? Mi hai rotto! Con te non si può parlare. Pensi che sia un idiota? Benissimo. Vattene.

Me: Con l'apostrofo.

Io: Cosa?

Me: Idiota.

Io: Rompicoglioni

Me: Demente.

Io: Ammazzati.

Me: Tu pure; con i sassolini in tasca però.

Io: Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Me:Tiè.


Lo giuro. Tutto realmente accaduto. Non è facile, a volte, essere me.


S.

...si è sparso profumo alle ore 22:15 | commenti (10)
lunedì, 16 ottobre 2006

A.:" perchè, tu non ci pensi più a lei?"  


C.:"no!" 


A." e come hai fatto?" 


C.:" sai, A., certi amori, quelli sbagliati, sono come le sigarette. Meglio smettere." 


A.:" e come fai a riconoscerli?"


C.:" te ne accorgi quando respiri l'aria pura e te lo senti dentro che è diversa dal fumo, che sa di buono...e capisci che è l'aria pura che vuoi." 


Io la mia aria l'ho trovata.


E.                                       

...si è sparso profumo alle ore 21:42 | commenti (5)
giovedì, 12 ottobre 2006

- D., sono un disastro di donna, vero?


- Sì. Ed è la tua fortuna.


- ... mah...


- Mettila così... Non avrai mai una vita piatta.


- E temo nemmeno la pancia...


- Eh eh eh.


- Uf.


S.

...si è sparso profumo alle ore 18:44 | commenti (11)
mercoledì, 11 ottobre 2006

Ti ho detto tutto, credo.

O forse, come sempre, ho detto troppo.

Che io con le parole non ci so fare.

Dovevo abbracciarti piuttosto.

In silenzio.

Che la tua pelle e la mia pelle han sempre parlato tra loro, e di loro, molto meglio di quanto, in fondo, potessimo mai fare noi.


S.

...si è sparso profumo alle ore 23:50 | commenti (9)
martedì, 10 ottobre 2006

Lui: “Eccoti. Cercavo giusto te!”

Io: “Ehi! Quanto tempo… Che volevi dirmi?”

Lui: “Nulla. Volevo solo accompagnarti a casa.”

Rido. E’ forse la persona più fuori di testa che conosca. Tanto che ci ho messo un sacco a capire se si trattasse di un completo idiota o di un fottuto genio.

Alla fine ho capito: è un genio. Di quelli veri, proprio. Che però si diverte a passare per idiota.

“S., se ti dico che ho appena rifiutato due ventenni che mi si volevano fare, non mi crederesti, vero? “

“Infatti. Non ti credo”

“Giuro“

“Non è possibile. Racconta”

“Una ha 19 anni, mulatta. Siamo usciti a bere una cosa e il giorno dopo mi ha sommerso di squilli. Sono ovviamente sparito. L’altra 21. La prima volta che l’ho vista mi ha fatto vedere il piercing al capezzolo. La seconda volta mi ha messo una mano lì. La terza mi ha detto che gira film porno amatoriali…”

“Ahahahah… e tu ti sei perso una simile occasione? Stai proprio invecchiando, eh?”

“No. Che dici. È solo che mi è passata la fantasia..”

“Beh. Comprensibile. Ma finchè non alzerai un po’ l’età del target, dubito che troverai quello che cerchi”

“E invece no, S. Le ragazze più interessanti sono quelle più giovani. E poi sono libere. Con tempo o si accasano, o perdono fascino ed interesse. E si trasformano da adorabili singles in disperate zitelle”

“Detta così è allarmante. Io ho venticinque anni. E sono single. In che categoria mi inserisci?”

“Tu sei nel limbo. Non hai ancora perso fascino e hai circa 60 mesi per salvarti…”

“Oh mio Dio!!! Solo 60 mesi? Non c’è tempo da perdere…”

“…”

“D., ma tu ci usciresti con me?!”


Capito ora perché è un genio?

S.

...si è sparso profumo alle ore 13:41 | commenti (16)
venerdì, 06 ottobre 2006

Ci sono giorni, come questo, in cui avrei solo voglia di indossare il mio paio di scarpe più alto. Quello con i tacchi talmente fini da poter perforare il pavimento sul quale cammino.


Poi prendermi il cuore, gettarlo a terra, e con quelle stesse scarpe calpestarlo. Schiacciarlo. Annientarlo.


Sarebbe più facile, allora, capire cosa diavolo mi passa per la testa.


Perchè mi trovo dove sono ora.


E dove mi sto portando.


S. (come SenzaOrientamento)


...si è sparso profumo alle ore 15:38 | commenti (9)