Genio! Mio nipote…
- Nonno…
- Sì?
- Mi compri un regalino?
- Tesoro, tra poco arriva babbo natale e ti porta tutti i giochini che vuoi…
- …
- …
- Nonno…
- Sì?
- Mi compri babbo natale?
S.
Genio! Mio nipote…
- Nonno…
- Sì?
- Mi compri un regalino?
- Tesoro, tra poco arriva babbo natale e ti porta tutti i giochini che vuoi…
- …
- …
- Nonno…
- Sì?
- Mi compri babbo natale?
S.
Febbre da More
Credo si fosse innamorato di me. Non c'è altra spiegazione.
Mi ha praticamente costretta a letto per gli ultimi 5 giorni. Unica variante concessa: il divano. E piccole pause rinfrescanti per il bagno.
Certo, mi ha regalato brividi a volontà e tanto di quel calore che non avrei mai pensato possibile.
E' stato indimenticabile; innegabile. Ma alla fine ho vinto io. Se n’è andato…
Virus di merda.
Potete davvero affermare di sapere cosa significhi sentirsi tutta un fuoco? Avete mai provato a sentirvi davvero vicini al paradiso?
Beh. Io sì. E ne ho le prove.
Un ‘complesso strumento’ ha diligentemente preso nota del picco massimo raggiunto dalla nostra bruciante passione: 40,3.
In una scala dove il picco massimo è 42 e tenendo in considerazione la mia temperatura corporea (equivalente a quella di un serpente), direi che il risultato è eccellente.
Ad un certo punto ho pensato che sarei addirittura morta.
Di fame, però.
Il medico curante mi aveva prescritto digiuno totale.
- “Se ti senti svenire allora mangia un po’ di riso in bianco oppure una patata. Lessa"
- “ E se invece la friggessi con la fronte?”
Non credo abbia colto l’ironia.
In preda alle allucinazioni sognavo e ordinavo margherite. Pizze. E invece mi portavano fiori. In bustina.
Fiumi di tisane, the e camomille zuccheratissime. Di cibo nemmeno l’ombra. L’odore sì, però. Quello che arrivava dalla cucina.
Comunque sia, sono sopravvissuta. Principalmente grazie a due fattori che hanno notevolmente contribuito a mantenermi in vita.
Il primo è stato mio nipote. Giocava a telefonare al dottore e farsi prescrivere medicine per curare la Bia.
Medicine che poi meticolosamente mi somministrava e mi obbligava ad ingerire.
Fortunatamente trattavasi di compresse di Tic Tac.
Il secondo, più venale, è stato il pensiero che tutta quella febbre e quel digiuno avrebbero giovato alla mia siluette, aiutandomi così a smaltire i bagordi post laurea.
Ci credereste?
Non ho perso un etto…
S. (come Sopravvissuta)
You you you...(you got so much lovin')...
14 novembre. I miei genitori decidono di passare a Infostrada e, va da sè, attivano anche la linea ADSL. Previsioni di attivazione: qualche ora in cui, scusandoci per il disturbo, la linea telefonica sarà temporaneamente sospesa.
14 novembre, ore 21 circa. La linea telefonica risulta ancora staccata. Capisco che il tempo sia un concetto relativo ma comincia a sfiorarmi il dubbio che qualcosa sia andata storta. Chiamo il 155, servizio clienti. Gli espongo il problema e loro mi rispondono che sono autorizzati solo al controllo commerciale e per problemi tecnici devo rivolgermi al 803155. Perfetto. Chiamo.
-Tuuuu…tuuuu…(voce registrata): il servizio assistenza tecnica Wind-Infostrada le dà il benvenuto…la preghiamo di digitare il numero di telefono, compreso di prefisso, su cui si desidera l’assistenza tecnica....
-02…….
-La informiamo che questo servizio è riservato ai clienti che hanno scelto infostrada come operatore unico. Grazie e arrivederci.
-……
Forse non ho capito qualcosa…richiamo il 155? Richiamo.
-Buonasera. E’ da stamattina che la mia linea telefonica risulta non attiva per il passaggio da telecom a voi. Ho chiamato il servizio tecnico dal cellulare ma la gentile voce guida mi ha detto che non posso usufruirne.
-Si certo, dovrebbe chiamare da un telefono fisso infostrada.
-…Mmmmh…si…certo…ma se state operando ora il passaggio è un po’ difficile che il mio telefono fisso sia infostrada considerando anche che la linea è inutilizzabile.
-Non conosce nessun cliente infostrada da cui può chiamare?
-?!...si, ora guardo sulle pagine gialle e vedo un attimo se becco qualcuno. Grazie eh.
Mi ricordo che S. ha infostrada così le chiedo gentilmente di fare questa benedetta chiamata. Mi richiama dopo 5 minuti.
-Oh Giò guarda che devi chiamare tu.
-…Si beh immaginavo. Ma ora mi sembra un po’ tardi per andare ai park e adottare la tecnica dei segnali di fumo per mettermi in contatto con ‘sti idioti. Gli hai detto che da casa non posso e dal cel non mi fanno accedere?
-Si ma mi hanno risposto che è un numero gratuito fatto appunto per utilizzarlo tramite cellulare.
-…vabbuò. Grazie cmq.
Richiamo il numero verde perché magari sono stordita io vista la giornata intensa che ho avuto. Niente. Stessa risposta. CHI CAZZO DEVO CHIAMARE E DA CHE NUMERO BENEDETTO?!
Richiamo pure il 155 già che ci sono perché un po’ James Kakande mi mancava.
-Buonasera, è da due ore che sto cercando di mettermi in contatto con qualcuno che mi sistemi il telefono. Può per caso aiutarmi?
-Certo. Controlliamo subito lo stato del suo contratto per vedere se c’è qualche problema.
-No, non me ne frega un beato cavolo del mio contratto. L’avete controllato 5 minuti fa e non credo che nel frattempo abbia assunto le sembianze della Morte. Possibile che l’assistenza tecnica non risponda?
-Ha inserito il suo numero di telefono?
-Secondo lei?
-Beh allora probabilmente non lo riconosce come numero infostrada
-……………………………………………………………………
il seguito del dialogo inutile riportarlo. Mi sembra palese. Alla fine però domando se possono loro, da interno, mettermi in contatto con l’assistenza. Risposta affermativa.
Tuuuuuu….tuuuuuuu….tuuuuuu….click (nel senso che rifiutano la chiamata). Voi ora starete pensando che è uno scherzo. Beh in effetti io a questo punto cominciavo a farmi delle grasse risate.
Richiamando il 155 per l’ennesima volta e mi becco, nell’attesa, pure la voce registrata che mi dice “le ricordiamo che sul sito c’è una fantastica opzione di assistenza fai da te”………………………………………………Volete sapere come è finita?
Beh quella sera sono riuscita a insultare tutti con una certa soddisfazione tra l’altro, MA…ma la mia linea telefonica e la mia connessione internet è tornata solo l’altro ieri………happy end? Macchè. Ora funziona la linea centrale in salotto. Le altre secondarie no? Perché? “perché noi interveniamo solo sulle linee centrali non sulle secondarie. Magari c’è qualche filo staccato. Chiami un elettricista”.
………OLFATTO SOPRAFFINO?! CERVELLO DA CANARINO…………
E.
P.S. Mi scuso per il mio essere prolissa e per la noia del mio post…sapete ultimamente gira gente strana su questo blog…
Vodafone Es
Il ritmo incalzante e incessante di una città che non dorme.
Respirarlo di primo mattino, su un balconcino di una minuscola pensione che affaccia sulla Gran Via.
Aprire gli occhi e sentire come unico impulso la voglia di uscire a mordere colori e sapori delle strade di Madrid.
Scoprire vita buona e riscoprirmi nuova.
Versatile e malleabile.
O forse, più semplicemente, senza spigoli. Che devo averli dimenticati a casa.
Quattro giorni. Soltanto.
Sufficienti a prendere distanza dalla mia vita e riavvicinarmi a me stessa.
Rendermi conto che non ho lasciato conti in sospeso.
Che potrei rimanere lì per sempre. Azzerarmi e cominciare daccapo.
Senza guardarmi più indietro. Dimenticandomi finalmente di tutto ciò è passato. Pochi giorni lontana da casa. Poche ore per acquistare nuove abitudini che non si ha più voglia di perdere.
Allontanarsi dall’Italia per poter finalmente comprendere il potere dell’educazione. La magia del rispetto. La possibilità del silenzio.
Respirare la libertà. Magari dentro ad un club fumoso. E gay.
Che posso chiudere gli occhi e ballare. Senza sentire mani sconosciute ed indesiderate attorcigliarsi attorno ai fianchi.
Passeggiare senza fiato dentro ai quadri di Picasso. Di Dalì. Di Kandinskij. Di Mirò.
Bere sangria con Sancho Panza. E discutere furiosamente con Chisciotte. Il Don.
Non avere nessuna voglia di tornare. E non percepire alcuna nostalgia o mancanza.
Forse solo qualche vuoto d’aria.
Poi piombare d’improvviso nel cielo plumbeo di Milano.
Guardare il mondo tingersi di grigio e cercare di riappropriarmi della mia vita normale e regolare. Sorridendo.
Mia sorella.
Mi è mancata mia sorella.
Lei sì… Lei sì.
S.
Domattina parto per Madrid.
Starò via soltanto qualche giorno. Tornerò presto, ve lo prometto.
Ho promesso ai miei che mi sarei tenuta lontana dai guai, dai malintenzionati e dalla sangria. Quindi state tranquilli.
Dovesse capitarvi di vedermi in televisione, magari in qualchè tiggì serio (tipo studio aperto), mentre cerco di abbattere un toro... ecco. In quel caso preoccupatevi.
Potrei avere scambiato quel dolcissimo animale per qualche mio Ex... (per via delle corna, eh?) ;)
Baci.
S. (come la consonante che metterò alla fine di ogni mia parola: Pieraccioni Docet)
Splinder Night
Nel caso avessi detto, fatto o pensato qualcosa di sconveniente, prendetevela con il simpatico signore che ciclicamente ha farcito le mie tasche di freedrink.
'tacci sua.
Qualcuno conosce un efficace rimedio post sbronza?
S.
Stasera io e la Gradisca andremo ad illuminare il Luminal.
Devo svoltare la giornata. La disoccupazione incalzante mi rende nervosa.
La giornata di oggi ha fruttato solo una telefonata da una nota casa Editrice:
- Buongiorno... Dottoressa S.?
- (cerco di schiarire la voce ancora impastata dal sonno. In fondo erano solo le 10.57) Sì. Sono io!
- Stiamo attualmente cercando personale. Sarebbe interessata?
- (Cerco di mantenere un contegno mentre saltello per casa) Certo. Di cosa si tratta?
- Mah, ehm... ci sono un pò di posizioni da occupare. Sarebbe meglio parlarne durante il colloquio.
- ?
- Oggi pomeriggio è libera?
- (Questa mi piglia per il culo, minimo) Guardi, sono molto impegnata, ma volendo potrei liberarmi. (Tzè... in effetti gli amici di msn per un pomeriggio sopravviveranno senza di me, no?)
- Perfetto. Alle 15 in via xxx (praticamente dietro casa mia).
- mmm... Mi scusi. Ma non mi risulta ci sia una vostra sede in questa via. Sa, io abito nella via parallela.
- No. Infatti non è una nostra sede. La sede del colloquio sarà al Bar Jolly.
- E' uno scherzo? Dovrei fare un colloquio per la casa editrice XXX in un bar (tra l'altro abbastanza squallido)?
- Certo, il bar in via xxx. Allora confermo la sua presenz....
- tututututututu.
- Signorina?
S.
Famiglia Cristiana
Suona il campanello. Mi avvio, o meglio mi trascino in calzettoni, tuta, copertina di Linus sulle spalle e fazzolettino alla mano verso la porta di casa.
Sbircio dallo spioncino. Vedo un uomo dallo sguardo cupo vestito di una lunga tunica nera. Possibile sia la Morte? Non vedo l'ascia cui di solito si accompagna. E poi, va bene che ho fatto tardi anche ieri sera. Che sono nuovamente affogata nel Nero d'Avola e che ho preso nuovamente freddo. Ma un raffreddore atroce e qualche linea di febbre mi sembrano un'adeguata punizione per la mia vita dissoluta. La pena capitale appare un tantino eccessiva.
Mi assale un dubbio atroce: la benedizione natalizia. Mia madre mi ha di nuovo fregata.
Panico.
Cerco l'unica via di fuga possibile, ovvero non aprire. Poi mi accorgo di avere alle calcagne il mio adorabile nipotino, portatore sano di una straordinaria vocina acuta e di un'assoluta incapacità di stare un secondo in silenzio. Sta attraversando la fase del perchè e del come mai. Il giorno prima, nel tentare di spiegargli il perchè un camion traslochi fosse parcheggiato sotto casa mia, sono arrivata ad illustrargli l'esigenza di cambiamento e spostastamento dal quale l'Uomo è da sempre afflitto. Non ci crederete. Ma l'ho quasi condotto tra le braccia di zio Darwin e della sua teoria sull'evoluzione.
Guardo mio nipote. Pregando che faccia silenzio. Ma lui, sordo alle suppliche dei mie occhioni luccicanti, tuona: "Chi è Bia? E' arrivata la mamma?"
La tragedia è compiuta. Sono costretta ad aprire la porta.
Non è che io detesti la religione, ma sono semplicemente sono atea. E la cosa che meno sopporto di queste visite è pregare. Ad alta voce. Profanare, a mani giunte, parole che per molti hanno un profondo valore. E' per rispetto in chi ci crede che eviterei di gran lunga di assistere alle benedizioni. Ma mia madre lo fa apposta. Spera che nell'esser accidentalmente colpita da acqua benedetta, possa ritrovare la mia fede. Io invece la schivo stile Matrix, poichè temo che a contatto con la mia pelle l'acqua santa possa far fumo e causarmi dolorose ustioni (l'Esorcista insegna).
Il nuovo prete della parrocchia irrompe quindi in casa mia accompagnato da una giovane signora in abiti civili. Non sembra affatto una suora. Sarà la sua perpetua? La sua amante? La mia testolina bacata pensa già al prossimo scandalo che potrebbe investire la nostra onorata parrocchia (e del quale io potrei esser artefice: Non studio. Non lavoro. In qualche modo dovrò pur occupare le mie giornate, no?!).
Sorrido maleFica; ma il parroco percepisce la mia curiosità e la presenta come sua sorella. Sua sorella! A quel punto soffoco una risolino. Ho in casa un discendente diretto di Pascoli e non lo sapevo.
La funzione dura, per mia fortuna, pochissimo. Esco indenne dall'acqua santa, poichè il parroco ha giustamente ritenuto il mio nipotino più degno di me e fingo di pregare in silenzio.
Le coup de theatre arriva però al momento del commiato. Padre Pascoli si avvicina al mio nipotino, gli porge l'immagine della Madonna col bambino e indicando Gesù, gli chiede : "Tu sai chi è questo bimbo?"
"Sì", risponde sicuro il nanetto " Sono io".
Avevo ragione io. L'acqua santa causa strani effetti collaterali...
S.
Stelle
Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno colle foglie al primo vento.
Ma venga un altro soffio,
Ritornerà scintillamento nuovo.
Ungaretti