No, vabbè. Parliamone.
Del fatto che per quest'anno si era deciso di evitare la mega riunione della sacra famigghia, e di cenare, pranzare e poi di nuovo ricenare ognuno nella propria casetta, per la Vigilia e il giorno di Natale. Che i miei parenti sono tanti. Troppi. E la mia casa, per poterli contenere tutti, troppo piccola. Piccola come la mia pazienza. Invece, come al solito, le direttive sono state bellamente fraintese o ignorate e convinti di essere gli unici, si sono riversati tutti qui, da me. Di nuovo.
Io lo eviterei volentieri, ma voi insistete. Quindi parliamo del fatto che anche quest'anno, come negli ultimi cinque o sei, il regalo più gettonato è stato il profumo.
L'anno prossimo appenderò come decorazione all'abete boccette, flaconi e provette. Magari apparirà più chiaro a tutti i miei parenti, amici e conoscenti, che con sti profumi mi avete rotto le palle.
Parliamo inoltre del fatto che quest'anno avessi stranamente deciso di accantonare il cinismo che mi ha accompagnato in queste feste negli ultimi quindici anni, rispolverando quell'unica briciola di spirito natalizio sopravissuta all'epoca in cui non arrivavo a comprendere che l'idiota travestito di rosso era proprio mio padre.
A quel tempo, per lo meno, la sua panza era finta. E riusciva a leggere il nome sui pacchetti senza l'aiuto di una renna o valletta che glieli suggerisse.
Parliamo quindi del fatto più grave di tutti, ovvero che in famiglia mi credono astemia (a dirla tutta mi credono anche illibata, ma questa è un'altra storia..); quindi non mi è concesso di intrattenere alcun tipo di relazione amorosa con alcolici e derivati. Mangiare diventa l'unico rimedio per evitare di pensare. Ma il calo di tensione e nervosismo dovuto all'accumolo di cibo è inversamente proporzionale all'aumento del mio peso.
Rotolare dal salotto alla cucina alla fine dei tre pasti, è risultato in effetti più veloce e divertente che percorre il breve tragitto a piedi.
Per lo meno mio nipote si è divertito. Le mie giunture un pò meno, che inizio a esser vecchia.
Mea culpa.
Lo giuro.
Non dirò mai più che il Natale non è così male.
Non cercherò più di far pace con le persone e di espiare le mie colpe in questo periodo dell'anno, con la scusa di essere più buona.
Chi non si è degnato di rispondere ai miei messaggi o mi ha sfanculato, ha fatto bene. Sono una stronza.
Dall'anno prossimo tornerò ad essere inutilmente cinica e banale, come tutti voi.
E mi impegnerò sul serio.
Che a dire che "Natale fa schifo ed è solo un' inutile festa commerciale" siamo bravi tutti.
E' odiarlo sul serio, che è un'arte.
S.





